MONTALTO PAVESE (PV) – Conservare la memoria non significa fermare il tempo, ma trasformare gli oggetti del passato in risorse per il futuro. È questo lo spirito che ha animato il laboratorio di manutenzione e restauro dei vecchi oggetti d’intreccio, svoltosi sabato 18 e domenica 19 luglio nella cornice della corte rurale di Palazzo Cristina a Montalto Pavese.
L’iniziativa, organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia (SABAP MB-PV), rientra nel più vasto progetto nazionale di “Sperimentazione delle Linee guida per la tutela del patrimonio culturale demoetnoantropologico e immateriale. Il progetto è promosso dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e si fonda su un accordo tra ICPI e Sabap Mb-Pv (giugno 2025)
Il laboratorio è stato promosso dal funzionario responsabile di area del patrimonio demoetnoantropologico e da due restauratrici del MiC, con la collaborazione del Comune di Montalto, delle volontarie dell’associazione culturale locale “Malerbe” e di diversi residenti del territorio.
L’obiettivo è quello di restituire valore alla tradizione della cesteria dell’Oltrepò montano e collinare, gettando le basi affinché la riscoperta di questo antico mestiere possa trasformarsi in una vera opportunità di sviluppo socio-economico per le aree interne.
Gli oggetti trattati durante il workshop rappresentano il primo nucleo della raccolta etnografica avviata a partire dal 2025 nei comuni dell’Alta Valle Staffora e dell’Oltrepò montano (Brallo di Pregola, Menconico, Varzi e Santa Margherita di Staffora).
Durante i due giorni di lavoro, le operazioni si sono focalizzate sulla conservazione preventiva e sul restauro conservativo: spolveratura e pulitura: rimozione controllata di polveri e depositi incoerenti dalle fibre vegetali mediante l’uso combinato di pennelli a setole differenziate e aspirazione regolata. Conservazione della memoria d’uso: riconoscimento e rispetto assoluto per le tracce di utilizzo originale e per i restauri storici o le riparazioni deliberate effettuate in passato dalle mani dei vecchi proprietari. Igienizzazione e disinfestazione: trattamento biocida a spruzzo per la disinfezione generale, pulizia mirata con tamponcini per la rimozione di residui biologici ed applicazione a pennello di un prodotto antitarlo per preservare le strutture lignee.
Tutti i manufatti restaurati saranno costantemente monitorati nel tempo per verificare l’efficacia dei trattamenti.









Il progetto: dalle linee guida nazionali alla casa dell’Ecomuseo
La raccolta di oggetti di intreccio restaurata trova già una destinazione di prestigio: gli oggetti andranno infatti a costituire la collezione espositiva permanente di Palazzo Cristina a Montalto Pavese. Lo storico edificio, attualmente in fase di recupero, diventerà la sede della “Casa regionale dell’Ecomuseo”, un intervento strategico sostenuto da un finanziamento di 900.000 euro da parte di Regione Lombardia nell’ambito del piano per le Aree Interne.
Il successo del weekend a Montalto Pavese è solo la tappa di un percorso strutturato che negli anni ha saputo riattivare l’interesse della comunità:
2023: a Brallo di Pregola la giornata di studi “Dal bosco alle mani. La cesteria nella cultura dell’Alta Valle Staffora” dà il via al progetto, affiancata dai primi corsi pratici per adulti condotti dal Gruppo Cestaie e Cestai Italiani.
2025: i giovani e l’arte: Organizzazione di 4 laboratori pratici rivolti alle nuove generazioni nei comuni di Varzi, Santa Margherita di Staffora, Brallo e Montalto.
Nello stesso anno è esposta la mostra itinerante “Il Cesto in Cornice” — inaugurata a Brallo il 2 agosto e poi ospitata a Guastalla (RE) e Montalto Pavese — con 14 cesti d’autore che riproducono fedelmente quelli dipinti nei capolavori di Caravaggio, Guttuso e Segantini e altri artisti italiani.
2026: avvio di un’intensa campagna di interviste orali agli anziani memoria storica del territorio montano e collinare, per registrare gesti, terminologie e tecniche dell’intreccio prima che vadano perduti.
L’obiettivo a lungo termine delle istituzioni e delle associazioni coinvolte è quello di consolidare questo know-how creando un vero e proprio centro permanente di formazione e studio sulla cesteria. Tra le azioni in programma figurano la selezione e la coltivazione di antiche varietà di salice e arbusti locali e la formazione di figure esperte in grado di trasmettere l’arte dell’intreccio alle generazioni di domani
Prossimo appuntamento: sabato e domenica 19 e 20 settembre, laboratori di cesteria con il maestro Claudio Zuffo e Alessandra Sottocornola del gruppo “Cestai e cestai italiani” a Palazzo Cristina, schedatura dei cesti raccolti e passeggiata nei dintorni accompagnati da anziani del luogo per riconoscere le essenze utilizzate in passato per confezionare oggetti di intreccio

